mercoledì 2 aprile 2008

Memoria da pesce rosso

Giornata di routine.

Ospite a pranzo: il cugino riccioluto.

Poco prima di pranzo, dopo impegni personali, parto, lascendo Lei, il suddetto cugino e altri a pranzare tranquilli.

Mi metto in viaggio, e nel mentre, telefono al cugino. Questo il log della conversazione (le parole di Lei riuscivo a sentirle visto urlava, stando seduta accanto al destinatario della telefonata)

Io: "Ciao, scusa, visto che hai la macchina, puoi venirmi a prendere? Sono uscito fuori strada a pochi km da casa"
Cugino (ad alta voce): "Ah sei uscito fuori strada? o come hai fatto?"
Lei: "COSA !?! CHE E' SUCCESSO?!?!"

~-~ risate collettive ~-~

Cugino: "Tranquilla, stiamo solo scherzando"
Lei: "Che scemi che siete!"
Io: "Niente dai, ci sentiamo presto, salutami tutti"
Cugino: "Ma davvero si e' rotto il semiasse e la ruota e' schizzata via?"
Lei: "COSA?!?! CHE E' SUCCESSO?!?!?"

~-~ ancora risate collettive ~-~

Il "stiamo solo scherzando" e' rimasto in memoria per soli 40 secondi. Da vero pesce rosso.

mercoledì 26 marzo 2008

Intervallo

In piena campagna elettorale, faccio un breve intervallo, riportando due messaggi che ho trovato passeggiando per strada nella mia città:

"No ai brokkoli, si alla potta"



"Fanculo alla cultura!!" - con tacchino.

mercoledì 19 marzo 2008

Questioni di lingua

Ho bisogno di aiuto per una traduzione di questo messaggio fornito da Lei e che ancora non mi è del tutto chiaro:

"No ma adesso devo fare in modo che non mi posso vestire perché il cervello non mi ricorda che vestiti ho."

Vi prego, aiuto!



P.S. Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!

Altri moniti per il futuro (forse)

Nel primo pomeriggio, postumo da una nottata di dolori, mal di testa e raffreddore, mi alzo per andare verso l'ufficio.

Prima di partire, cercando una cosa, mi imbatto in un nuovo cartello, appeso una porta.

"Esuliamo dalle esigenze dei succhi gastrici."


Oddio mio, oddio mio.

La prima cosa che ho pensato è stata "Dove ho messo il passaporto?", ma poi, con far coraggioso, ho deciso di andare fino in fondo alla questione e capirne il significato più vero e profondo.

Delusione.

È venuto fuori che si trattava sì di un monito, ma non legato al cibo! È legato all'ignoranza.

Si tratta di una frase scritta su un articolo di giornale da due perfetti ignoranti che volevano dire qualcosa tipo "Non dobbiamo farci prendere dalla gola."

E la frase è stata dunque trascritta per ricordare lo spessore della inutilità dei suddetti personaggi.

AME.

lunedì 10 marzo 2008

Modelli e Pierino

Con grave ritardo, torno a scrivere. Sia perchè sono stato piuttosto impegnato, sia perchè volevo interrompere un pò la sequela di immani cazzate che stanno imperversando tra i commenti. Per questo scrivo, così il numero di cazzate aumenta (il bello è tutto lì)

Volevo parlare di modelli: ispirato da Isaac Davis, stavo pensando di inventarmi una buona scusa da usare quando sono in difetto, dando la colpa alla Madre.

Ora, non potendo usare la stessa di Isaac per questioni puramente etniche (non sarebbe credibile un "Sai scusami ma sto scrivendo un libro su mia madre, volevo intitolarlo 'La sionista castrante'"), sto valutando attentamente a quali possibilità mia restano.

Restando fermo sul mio modello (Isaac Davis, per l'appunto - che invidio non poco), chiedo ai miei ferventi lettori qualche suggerimento.

Regole del gioco:
  1. Deve riguardare La Vecchia - Nessuno oserebbe mai metterla in discussione
  2. Deve essere facilmente personalizzabile e adattabile al contesto in cui la scusa viene declamata
  3. Deve mettermi sempre dalla parte del più debole e del "Povero!

Ma la regola più importante: non deve farmi fare la fine di Pierino, altrimenti il gioco non vale la candela.

Buon divertimento!

sabato 1 marzo 2008

Ministero della Verità

Sabato mattina tranquillo, vado in campagna.

Mi metto a leggere la posta elettronica.

Esclamo pensando ad alta voce:

"Oh, guarda, ho ricevuto una email da XXX"

Dalla stanza accanto, con porta chiusa, arriva la voce di Lei:

"Si si, ok, dopo ti dico cosa rispondere."

mercoledì 27 febbraio 2008

Incombenze

Questa segnalazione mi è arrivata dalla mia sorella, che l'ha vissuta in prima persona.

Lei riceve visita da una nipote, due mesi dopo il natale. La nipote si presenta con il figlio. Davanti a me (mia sorella, NdA) e alla nipote, esclama:

"Sai, io ti avevo comprato il regalo per natale, però l'ho dovuto dare via perche' avevo una incombenza. C'era un compleanno e quindi ho usato il tuo regalo per quella festa lì. "

E procede con la descrizione minuziosa del regalo, e anche fornendo dati su chi lo ha effettivamente ricevuto, che, tra le altre cose, è un altro nipote, quindi cugino della sfortunata che non ha visto recapitarsi il regalo di natale come promesso.

Ora, cosa farà questa povera nipote, quando andrà a casa del cugino e vedrà in bella mostra il regalo che era stato comprato per lei?

Vero che a natale siamo tutti più buoni.. ma essendo febbraio...

martedì 26 febbraio 2008

Indicazioni per la vita di tutti i giorni

Stasera stavo preparando un risotto alla zucca e una torta per la cena con Lei. Per evitare ingerenze, la mando a guardare i TG alla Tv.

Faccio una pausa dalla cucina, vado a chiaccherare un pò con Chiara. Poi torno a controllare il riso.

Nel tragitto dalla cucina al computer, passo a vedere cosa sta combinando. E la trovo con in mano un cartello - un foglio A4 bianco dove ha scritto a caratteri cubitali - e credo intenzionata ad appenderlo da qualche parte.

Il testo recita così:

"Non si sta nello stesso letto se si fanno sogni diversi."



Grazie al cazzo.


lunedì 25 febbraio 2008

Il salame

Lei: "Smettila di mangiare il salame, il maiale fa male!"
Io: "Lo so, ma è buono"
Lei: "Smetti, fa male!"
Io: "Lo so"
Lei: "Tagliami una fetta, vai"

Ogni riferimento alla canzone "Il salame" di C. Battisti è puramente casuale. Anche perchè quella nel testo dice "È bello stare solo noi", che non mi pare proprio il caso. Anche se forse il passo "Non ti interessa ma non capisci niente tu, scemo" forse può essere appropriato.

Premonizioni

Driiinnnnn

Io: "Pronto?"
Lei: "Ciao, come stai?"
Io: "Bene, e tu?"
Lei: "No, non stai bene, lo sento dalla voce"
Io: "No guarda, ti giuro che sto bene!"
Lei: "No no non è vero, tu non stai bene"
Io: "Ti dico di sì"
Lei: "No no io lo so per certo che non stai bene"
Io: "E allora cosa mi chiami a fare se lo sai già?"
Lei: "...."
Io: "Ciao!"

click

Non so voi, ma io mi sento osservato.

La promessa

Qualche giorno fa, in visita, durante una discussione, fa una lunga pausa. Troppo lunga, di quelle preoccupanti.
E arriva il momento.

Lei: "Senti, ti devo dire una cosa"
(vai, sono cazzi)
Lei: "Più che altro, ti devo chiedere una cosa"
(sempre peggio)
Lei: "Però mi devi promettere prima che la farai"
(e come faccio se non so di cosa si tratta?)
Io: "Ok, sentiamo questa cosa"
Lei: "È importante, me lo devi promettere"
Io: "Sentiamo"
Lei: "Mi devi promettere che almeno una volta al mese andrai a farti i capelli dal parrucchiere dove sei stato l'ultima volta, che ti li ha fatti così bene."
Io: "Ok"

Cos'altro potevo rispondere? Ditemelo voi, no, dico, ditemelo voi.

Sul Papa e gli Hippy

In fondo, lei e il papa (senza accento.. intendo il tipo vestito in modo buffo che vive in quel di Roma) non sono molto dissimili.

Forse sarà l'eredità genetica che impone certi atteggiamenti, forse l'educazione, forse altro. ( .. forse l'arteriosclerosi, NdA),

Ad ogni modo, l'altro giorno ho osato dire che era uguale al papa. È uscita così, semplicemente ascoltando la conversazione. Li per lì non ha reagito.

MA

il giorno dopo, eccola che arriva e chiede con tono un pò minaccioso: "Ma perchè mi ha detto che sono uguale papa?"

E allora ho spiegato i miei perchè. Durante la discussione post-prandiale, cercava di imporre ad altri disgraziati miei simili la sua visione riguardante una certa filosofia di vita di alcune persone. E i commenti, ma soprattutti i giudizi, erano privi di qualunque fondamento. Per lo più basati su esperienze di vita di QUARANTA ANNI FA, mai ripetute (forse). E ho cercato di spiegare che forse le cose sono cambiate, e che non si possono giudicare le persone senza conoscerle o osservarle, invece che per il solo sentito dire.

È andata via sbuffando e bestemmiando, forse per convincermi che non è poi così simile al papa.

Ora, Chiara ovviamente potrà dire che Lei ha a disposizione i dossier personali di queste persone che non ha mai visto nè conosciuto.

Ma anche se così fosse, diciamocelo.. un pò la ghigha alla Ratzinger ce l'ha.

"Pensa bene"

Log di una recente conversazione telefonica:

Io: "Pronto?"
Lei: "Ti chiamo per darti un consiglio che dovrai seguire"
Io: "Ok, grazie, dimmi pure"
Lei: "Pensa bene. Ciao. " click